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Presentazione (video)

Il Consorzio Solidarietà viene costituito nel 1994 ed è costituito al 100% da cooperative sociali. È riconosciuto come Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS). Ha la propria sede nel Comune di Senigallia (AN), a cavallo tra i territori delle Province di Ancona e Pesaro-Urbino. Opera in maniera prioritaria, ma non esclusiva sul territorio regionale. È socio della Rees Marche (Rete Marchigiane Economia Solidale), di Banca Etica, del Consorzio Nazionale Idee in Rete e della cooperativa sociale Mondo Solidale (commercio equo).

Obiettivi strategici

  1. supportare i percorsi di sviluppo delle proprie associate

  2. offrire prodotti, servizi e consulenza per la sostenibilità sociale ed ambientale, per lo sviluppo dell'economia etica e solidale

  3. condurre e gestire progetti di sviluppo e innovazione dell'economia solidale e dello sviluppo sostenibile e attraverso questi generare occupazione per lavoratori svantaggiati ai sensi della legge 381/91

  4. essere crocevia di strategie ed alleanze orientate allo sviluppo di forme di economia di cooperazione e di pace

  5. promuovere processi di innovazione e cambiamento sociale a partire dalla società civile

  6. mantenere il ruolo di "sistema esperto" dell'imprenditoria sociale, dell'economia solidale e dello sviluppo locale attraverso la costruzione di network cooperativi

  7. studiare e sperimentare modelli innovativi di relazionship territoriale, funzionali allo sviluppo dei Sistemi Locali di Welfare e dei Distretti di Economia Solidale

  8. rappresentare un interlocutore qualificato del mondo del lavoro, dell'economia, della politica e delle istituzioni, della scuola, dei mass media, in quanto promotore globale di solidarietà sociale e di economia etico-solidale.

  9. essere promotore dell'azione di partenariati tra esperienze di economia solidale, soggetti non profit, pubblica amministrazione e imprese

 

Servizi Offerti (elenchiamo alcuni dei principali servizi offerti):

Tipo B

  • Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico

  • Software Libero

  • Social Housing e Edilizia Sostenibile

  • Eventi e Feste Sostenibili

  • Vendita Prodotti Verdi e Compostabili

  • Catering e Vending con prodotti biologici ed equosolidali


Tipo A

  • Minori: gestione asili nido, centri educativi diurni e residenziali, centri di aggregazione giovanile, oratori, ecc.

  • Handicap: gestione centri diurni, centri residenziali, centri "Dopo di Noi", percorsi di orientamento al lavoro, percorsi di gestione del tempo libero

  • Disagio Mentale: strutture diurne e residenziali; percorsi Sollievo

  • Anziani: strutture residenziali e diurne per anziani autosufficienti e non autosufficienti. Servizi per malati di Alzhaimer e per le loro famiglie

 

La storia

Il Consorzio Solidarietà riassume in sé oltre 25 anni di impegno di cooperative, lavoratori, volontari e fruitori che popolano il mondo della solidarietà sociale.

Nato come struttura “pesante”, detentrice delle leve di government dell’intero sistema, cui erano affidate funzioni cruciali come la definizione dalle strategie produttive, commerciali e di sviluppo, col tempo si è alleggerita cedendo funzioni e responsabilità alle proprie associate nell’ottica di un sistema di governance allargata.

1980 - 1985 Le esperienze iniziali che in seguito condurranno alla costituzione della prima cooperativa del gruppo risalgono al 1980. Sono gli anni in cui si comincia a parlare di nuove povertà, cioè di bisogni diversi dalla tradizionale indigenza economica; sono gli anni in cui emergono nuovi problemi e nuovi fenomeni di massa come la tossicodipendenza, la rivendicazione da parte dei cittadini con handicap e delle loro famiglie di legittimi diritti di cittadinanza, di inserimento lavorativo e richieste di integrazione sociale. Le battaglie di Franco Basaglia portano alla luce gli inferni dentro i manicomi e la solitudine delle famiglie dei malati mentali come conseguenza della successiva deistituzionalizzazione.Di fronte a questi bisogni va maturando una nuova sensibilità tra i cittadini: una cultura fondata sulla responsabilità sociale di gruppi spontanei che cominciano ad interrogarsi sul senso della giustizia, chiedono di partecipare maggiormente, sollecitano un intervento sociale più diffuso e adeguato ai bisogni. Di fronte a queste difficoltà, la dimensione dell’impegno politico e sociale, cominciano ad esprimersi nella realizzazione di concrete risposte ai bisogni delle persone svantaggiate ed emarginate. È con questo bagaglio politico-culturale che un gruppo di giovani iniziarono ad occuparsi del reinserimento sociale di alcuni portatori di handicap. Dopo circa cinque anni di volontariato che produssero notevoli risultati a livello di qualità della vita e di reinserimento sociale dei giovani disabili usciti dal percorso scolastico, nel 1985 maturò la decisione di costituire la prima cooperativa, che vide la luce il 12 dicembre di quell’anno.La formula cooperativa venne scelta più per il suo valore simbolico-evocativo che non per un’effettiva consapevolezza dei limiti e opportunità del modello. Piacque l’idea di lavorare insieme, dell’autogestione dell’assenza del padrone…

1986 - 1994 Sono anni di crescita nel confronto faticoso, talvolta nello scontro, tra diverse idee di sviluppo, di gestione, di governance, di democrazia. Anni caratterizzati dalla scarsità di esperienze e di risorse e contemporaneamente dalle pressanti istanze provenienti sia dall’interno sia dall’esterno, non sempre leggibili e agevolmente interpretabili. Ma sono anche gli anni in cui ci si forma, si scopre l’esistenza di altre esperienze simili alla nostra, in giro per l’Italia. Sono gli anni in cui il Parlamento riconosce alla cooperazione di solidarietà sociale il diritto di cittadinanza nell’ordinamento giuridico dello Stato, attraverso l’approvazione della Legge n. 381 dell’8 novembre 1991.Nel 1994 la prima cooperativa aveva raggiunto dimensioni che ci erano sembrate eccessive per la salvaguardia della vita democratica (circa 70 lavoratori ed un fatturato di 2.200.000.000 di lire), per cui si diede vita ad un processo di spin-off che portò dapprima alla creazione di altre due cooperative ed in seguito alla loro aggregazione nel Consorzio Solidarietà.

1995 - 2002 In questi anni il Consorzio Solidarietà svolge il ruolo di agente di sviluppo, detiene una leadership ed un controllo molto forti sulle cooperative, svolge il ruolo di general contractor. Le cooperative associate crescono sia in numero, sia in esperienza e col passare degli anni rivendicano una loro maggior autonomia gestionale rispetto alla struttura consortile. S’inizia pertanto un percorso di empowerment che terminerà sul finire del 2002 attraverso il quale ci si orienta verso un modello consortile light. Le cooperative recuperano la funzione, strategica e di sviluppo.

2003 - 2007 Le cooperative, ormai diventate “adulte”, provvedono al proprio sviluppo chiedendo alla struttura consortile un supporto limitato. Conseguentemente il Consorzio si orienta verso nuovi obiettivi, sviluppando in particolare il settore formativo e della ricerca scientifica nel settore del welfare e dei modelli cooperativi, dello sviluppo locale, ecc. Inizia a collabora alla realizzazione di studi, ricerche, pubblicazioni, partecipa a diversi progetti europei con partners provinciali, regionali, nazionali e transnazionali acquisendo un ruolo significativo nel panorama regionale.

2007 - 2010 La sfida continua: lo scenario organizzativo interno, ma anche lquello sociale, politico, economico è profondamente cambiato, diventando molto più frammentario e complesso: la vulnerabilità sociale è cresciuta e si è differenziata, i modelli organizzativi ed i paradigmi interpretativi che per anni ci hanno guidato sembrano non essere più in grado di comprendere i cambiamenti in corso. Venendo meno la necessità di svolgere un ruolo di tutoraggio nei confronti delle cooperative associate il Consorzio si trova di fronte ad un bivio: dichiarare conclusa la propria mission e quindi andare verso lo scioglimento, oppure valorizzare il patrimonio accumulato come soggetto a cui è riconosciuto un ruolo di leadership sui temi dell'innovazione sociale. Si è ritenuto che questi etero-riconoscimenti rappresentassero un risultato importante da non disperdere, ma un capitale da valorizzare e mettere a frutto. Abbiamo allora accrescito il nostro impegno nel settore dell'economia solidale creando un network per proporre a livello locale un'economia alternativa a quella dominante, che è poi quella che ha causato la crisi. Ci siamo quindi  impegnatai nella realizzazione di prodotti e servizi etici, ecologici e sostenibili che creino opportunità lavorative a favore di persone svantaggiate (ex L. 381/91) per restituire loro dignità e speranza, attraverso la proposta di forme di commercio etico di prodotti e servizi ecosostenibili, puntando alla riduzione dei consumi ed alla creazione di occupazione, in particolare per fasce lavoratrici deboli.

Il futuro

Ci sono molte ottiche con cui la cooperazione può guarda al proprio futuro:

  • c'è chi tenta un neocollateralismo di destra o di sinistra
  • c'è chi si orienta verso il profit
  • c'è chi cerca di non adattarsi alla mediocrità, ma si sforza di valorizzare i propri elementi identitari sviluppando la capacità di far rete, costruendo relazioni e legami sociali, cercando di essere punto di riferimento, officina di proposte innovative...

Noi tentiamo di scegliere la terza opzione, quella più faticosa e meno remunerativa. Con il nostro lavoro quotidiano, proviamo a creare innovazione, ad essere presenti sulle nuove frontiere, insistendo sul concetto che esiste uno spazio di economia sociale che sta tra Stato e mercato: un’economica che abbia un’anima, un’economia di prossimità, di cooperazione e di pace, attenta ai bisogni delle persone, dell’ambiente, del sociale. Un’economia che crei legami e non separazione; un’economia non orientata in maniera autoreferenziale alla propria crescita o all'accumulazione di profitti. Un’economia di emancipazione che sia cioè strumento per i più deboli per uscire dal proprio stato di marginalità. Un’economia che promuova il bene comune, attraverso l’uso di prodotti e servizi rispettosi dell’ambiente, del sociale, dell’etica.

Di fatto non abbiamo inventato nulla di nuovo, ma semplicemente riscoperto e praticato i paradigmi del prototipo cooperativo. Quando il fenomeno cooperativo prese forma, oltre 160 anni fa, si era nel periodo della prima Rivoluzione Industriale, mentre oggi siamo nell’epoca della globalizzazione e della glocalizzazione; allora come ora un mondo conosciuto se ne stava andando per sempre ed uno nuovo, fascinoso e tremendo, si stava stagliando all’orizzonte. In un’epoca di grandi incertezze i Probi Pionieri di Rochdale trovarono nel sostegno reciproco, nella mutualità, il modo per affrontare l’ignoto, poiché valutarono che quando ci si trova a solcare acque inesplorate, quando la stessa solidità dell’imbarcazione appare una condizione non sufficiente, l’unico punto di riferimento certo resta l’equipaggio, la sua capacità di lavorare in squadra, di riconoscere e rispettare le legittime diversità, accettandole, valorizzandole e cooperando insieme alla ricerca del bene comune.

Ci piace chiudere questa presentazione con le parole di don Tonino Bello: Non demordete: la coerenza paga, anche se con qualche ritardo, come paga l’onestà. E la speranza non delude.

Curriculum Omnicomprensivo

 

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